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La meteorologia per chi va per mare:

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La meteorologia per chi va per mare:
insidie e pericoli legati al tempo

di Andrea Corigliano    


Dopo settimane di piogge quasi ininterrotte dovute al passaggio di numerose perturbazioni atlantiche, sembra che la primavera voglia deliziarci ora anche del suo volto più bello fatto di tempo stabile, soleggiato e di temperature molto miti. Quale occasione migliore, allora, per salpare e prendere il largo per una battuta di pesca?

Andar per mare, però, non significa farlo senza guardare alle insidie che possono nascondersi e che possono rendere insicura o talvolta pericolosa la navigazione: insidie che, nella maggior parte dei casi, vengono dalle condizioni meteorologiche. Ovvio che se le condizioni meteo-marine sono pessime, non si parte. Ma nel caso in cui ci troviamo già lontano dalla costa e le condizioni atmosferiche tendono a peggiorare, come bisogna comportarsi?

Innanzitutto mettiamo in chiaro un concetto molto semplice: se il tempo cambia, in una località di mare molto spesso lo fa lentamente. Infatti, sulle coste liguri e dell'alto Tirreno, la maggior parte dei peggioramenti atmosferici sono dovuti all'arrivo di una perturbazione da ovest che viene "annunciata" da venti che iniziano a disporsi dai quadranti meridionali (prima scirocco e poi libeccio) e che piano piano iniziano a rinforzare, raggiungendo intensità che dipendono dalla velocità con cui diminuisce la pressione con il passare delle ore: durante il periodo tardo-primaverile ed estivo, di solito il vento non arriva quasi mai a soffiare con intensità forte o molto forte. Ovviamente, anche il mare si adegua ed il suo stato, da calmo, passa a poco mosso, a mosso o addirittura a molto mosso: anche in questo caso, l'aumento del moto ondoso avviene per gradi e non è repentino. Se cadiamo quindi in questo tipo di peggioramento, abbiamo tutto il tempo per ritornare a terra senza incappare in alcun tipo di inconveniente. Perché anche lo stato del cielo ci darà una mano a capire che una perturbazione si sta avvicinando, dicendoci però che è ancora lontana da noi circa 800-1000 km: vedremo infatti prima le scie degli aerei che non si dissolvono e poi nubi stratificate che avanzeranno da occidente.  

Una situazione diversa si ha invece con le irruzioni da nord, comunque molto infrequenti d'estate. In questo caso, quando l'aria fredda sfocia in mare aperto, può formare delle vere e proprie linee temporalesche che possono essere pericolose. Si assiste, nel giro di 30 minuti, alla formazione di imponenti cumulonembi, cioè di nubi a forte sviluppo verticale che presentano un base molto scura che sono la fabbrica di fulmini, piogge forti e grandinate. Si tratta di un fenomeno che può cogliere quindi all'improvviso a differenza di un classico peggioramento più "lento" annunciato dai venti meridionali. In questo caso, bisogna fare attenzione sia ai fulmini frequenti che si possono generare, sia alle violente raffiche di vento che caratterizzano proprio questi eventi "estremi". Se in questa circostanza si sta pescando per esempio con la canna, bisogna obbligatoriamente smettere perché la canna stessa, ergendosi verso l'alto, diventa uno dei pochissimi mezzi che ha il fulmine per scaricare a terra (sulla sua punta si verifica un addensamento di cariche elettriche): si rischia di rimanere fulminati. La cosa migliore, in questi casi, è quindi quella di accovacciarsi o di cercare riparo dentro il gabbiotto dell'imbarcazione. Anche le raffiche di vento, che possono raggiungere anche i 60-80 km orari sotto la base del temporale, sono certamente un problema non indifferente, specie se sono anche associati a piogge forti che riducono la visibilità anche a pochissimi metri.

Un altro caso, infine, è rappresentato dall'instabilità pomeridiana che talvolta si apprezza con la formazione di temporali sui rilievi. Quando si inizia a notare scurirsi il cielo sulle montagne e la parte sommitale delle nubi (l'incudine temporalesca) è rivolta verso la costa, allora siamo  quasi sicuri che la direzione del temporale è verso il mare aperto. Ma in questo caso, rispetto al precedente, siamo quasi sempre interessati da fenomeni in fase di dissipazione e quindi meno intensi. Ciò non toglie, comunque, la pericolosità del fulmine.
In qualsiasi caso, prima di partire, è doveroso dare sempre un'occhiata alle previsioni del tempo. Mai salpare, senza sapere che tempo farà nel corso della giornata!


Andrea Corigliano





Mattidapescare ringrazia Andrea per la gentile concessione e si complimenta per la sua grande professionalità


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