Le prede comuni - Mattidapescare

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Le prede
IL SARAGO
A parte il sarago sparaglione ( sparlo) che si trova ovunque e per tutto l'anno nel golfo , vale spendere qualche parole per il fasciati ed il maggiore.
Queste due speci di sarago si trovano lungo le scogliere naturali ed i manuffati
la tecnica più usata è senzadubbio la bolognese innescando bigattini o anellidi in genere.
Data la sua particolare diffidenza, le ore che vanno dal tramonto all'alba sono le migliori,
ideale, inoltre, con il mare in scaduta e marea montante.
Lungo la Diga , in prossimità di torre Scuola, il Tino, la Palmaria e tutta la costa sino al Parco delle 5 Terre sono le poste migliori

IL BRANZINO ( SPIGOLA )
Le carni pregiate di questo serrande fanno di questo pesce una delle prede più ambite.
Solo negli ultimi anni c'è stato un grande aumento di questo pesce all'interno del Golfo, forse dovuto anche dalla presenza degli allevamenti dai quali ogni anno scappano molti esemplari.
La tecnica più usata per la loro cattura è la pesca con bolognese o all'inglese dalle scogliere, innescando bigattini, gamberi vivi oppure latterini per le prede di taglia.
Le zone più importanti dove ricercare il branzino sono: Molo Italia, Santa Teresa, Portovenere (scogliera) e soprattutto Le Grazie, zona scogliera antistante l'allevamento ittico.

LA MORMORA

Questo non è un pesce che staziona nel nostro Golfo con insistenza, ma vale ricordarlo perché nei mesi primaverili accosta in branchi numerosi con esemplari di discreta taglia, in prossimità dei pontili tra Fezzano e la baia di Panigaglia.
La tecnica più usata per la sua cattura è la lenza morta o con una piombatura minima, innescando la semenza di cozza.
Catture di taglia più piccola si possono effettuare anche nella stagione estiva, al tramonto o nelle prime ore della giornata, nel litorale che va dalla Baia Blu a Lerici.
Pescando sia da riva che dalla barca l'esca regina è senza dubbio l'arenicola.
PAGELLO BASTARDO

Comunemente chiamato "Manfrone", questo è un pesce che garantisce carnieri di tutto rispetto. Accosta in estate sino a tardo autunno. Le sue misure non raggiungono grosse dimensioni, ma la sua combattività regala emozioni davvero particolari.
Il manfrone vive in branchi numerosi, quindi quando è in fermento alimentare garantisce pescate eccezionali.
Si consiglia di eseguire calamenti con tre ami. Le esche più usate sono l'americano e la cozza, ma anche tutti gli anellidi e pezzetti di polpa di gambero.
Le zone più indicate per la loro cattura sono il tratto di mare tra il Pozzale (Palmaria) e l'isola del Tino, nonché la zona a ponente dell'isola Palmaria, facendo attenzione ai limiti della riserva naturale del Parco di Portovenere.


Limiti di taglia
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