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Rotante da traina

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Pubblicato da in Traina · 7 Febbraio 2020
Tags: MaurizioPastacaldi
Le prede che si insidiano trainando nel bacino Mediterraneo sono pesci di tutto rispetto quindi è necessario che l’attrezzatura ed in particolare il mulinello sia di prim’ordine.
 
 
                        Rotante da traina
 
 
                                                                                   di Maurizio Pastacaldi
 
“Preliminari”
 
I mulinelli impiegati nella traina mediterranea sono nella maggior parte dei casi “rotanti” nelle misure 12, 20 e 30 libbre dove l’elemento determinante per il successo è sicuramente una frizione con i controfiocchi!!
 
Ultimamente, con l’avvento nel mondo alieutico del multifibra (trecciato, spectra, dynema) è sorta l’esigenza di produrre strumenti di recupero potenti, veloci e particolarmente leggeri.
 
Come tutti siamo a conoscenza, il multifibra, oltre ad essere di una rigidità unica per poter meglio avvertire le abboccate, ha la caratteristica di possedere carichi di rottura elevati con un diametro ridotto di costruzione rispetto ad un classico nylon da bobina. L’esempio pratico è presto fatto: un monofilo da 50 libbre di solito ha un diametro attorno allo 0,70 e un multifibra di ultima generazione con lo stesso carico di rottura ha invece un diametro lineare dello 0,33. In poche parole con un minimo ingombro si riesce così a riempire con centinaia e centinaia di metri la bobina di qualunque mulinello rotante in commercio. Ecco quindi l’esigenza di avere a bordo rotanti piccoli ma equipaggiati di un rapporto di recupero veloce con una frizione potente ed adeguata ai carichi elevati di rottura dei multifibra.
 
E’ bene anche far presente che non è oro tutto quello che luccica e quindi per avere il massimo della qualità, della resistenza e dell’uniformità nel diametro bisogna imbobinare solo trecciato realizzato unicamente con fibra pura al 100%. Non tanto per la resistenza bensì per la scorrevolezza e l’impermeabilità si consiglia di usare solo quei multifibra specifici da rotante.  
 
    
 
“La frizione di un rotante”
 
Con frizione si intende il  sistema di frenatura della lenza in uscita. Nei mulinelli rotanti dell’ultima generazione è possibile attivarla tramite una leva installata nella parte destra del corpo. Chiudendo millimetricamente la leva, si regola lo spingi molla che comprime  disco della frizione sulla bobina, aumentando così l’attrito e di conseguenza l’adatta forza frenante per l’esigenza del momento.
 
La preselezione della frizione ha tre posizioni: “ free”; in questa posizione si libera il disco, quindi la fuoriuscita non frenata della lenza madre dal mulinello. Posizione di “Strike” come ci suggerisce la parola anglosassone, si preseleziona nel momento dell’abboccata e durante il combattimento. “Full” è la chiusura completa della leva per avere la massima frenatura.
 
La regolazione della frizione, è una mossa fondamentale per il combattimento, sempre che sia effettuata con attrezzatura in buono stato e soprattutto con lenza in bobina non usurata.E’ un’operazione che si deve eseguire sempre tramite un dinamometro.
 
In parole povere, posizionando la leva su “strike” e tirando tramite il dinamometro la lenza in bobina la frizione del mulinello dovrà iniziare a slittare  a circa il 25% del carico di rottura dichiarato. Per raggiungere il giusto compromesso carico di rottura/regolazione millimetrica, conviene agire sulla leva “preset”.
 
Per capire come agire sul “preset” ecco un esempio pratico: con lenza in bobina da 30
 
libbre, lo strike va impostato a circa 4 chilogrammi quindi, canna in cintura, lenza madre legata al dinamometro e tirare progressivamente fino al limite dello slittamento al carico stabilito.
 
La tecnologia, l’uso di materiali innovativi ed in particolare la richiesta di mercato ha portato le ditte produttrici di mulinelli ad adottare dischi frizione veramente potenti e funzionali. E’ bene ricordare che le prime frizioni che venivano montate sui rotanti erano realizzate in sughero; poi col passare del tempo, la ricerca di potenza ed in special modo di scorrevolezza a portato ad usare dischi speciali in materiale composito come carbonio e kevlar. Ultimamente, abbiamo saputo che alcune aziende italiane produttrici di rotanti per aumentare ancor di più la forza frenante hanno adottato nei modelli 2011, prendendo spunto dalla moto GP, due dischi di carbonio accoppiati uno sopra all’altro e schermati…
 
Sicuramente è e sarà il massimo risultato di potenza senza compromettere la tenuta ed il riscaldamento nello sfregamento durante lo strike.
 
Ultimamente, per finire nell’argomento novità, sono stati immessi sul mercato rotanti con leva frizione e manovella a sinistra; una ottima soluzione per poter accontentare anche tutti quei pescatori sportivi che desiderano imbracciare la canna con la mano destra.
 
 
 
 
“La manutenzione”
 
Alla base di un buon funzionamento di un mulinello rotante è un’accurata manutenzione. Dopo ogni battuta di pesca si consiglia di risciacquare i mulinelli e di conseguenza le canne ed i passanti con acqua dolce. Mai con un getto diretto perché la pressione con il tempo aiuta la penetrazione di sale nei meccanismi aumentando così i rischi di grippaggio ed ossidazione. Dopo questo intervento, conviene asciugare il tutto con una pelle sintetica. Per quanto riguarda la lubrificazione, dobbiamo fare attenzione ad usare solo materiale specifico. Saltuariamente dobbiamo pulire ed ingrassare le parti interne, mentre esternamente merita ogni tanto irrorare con del silicone spray in modo di formare sopra alla scocca una piccola patina lubrificante e protettiva. Per chiunque decida di fare da solo la manutenzione..Diffidate da chiunque vi consigli di ingrassare i dischi della frizione, anche con prodotti specifici, perché non riavrete mai più calibrazione modulare come preselezionata dalla casa madre.
 



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