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Mediterranean jig

Pubblicato da in Atricoli ·

Mediterranean Jig


Inizia adesso, col vero freddo, la stagione preferita dagli appassionati di vertical jigging!

Un po’ per l’avvicinarsi della stagione degli accoppiamenti, un po’ per il termoclino che risulta favorevole proprio alle quote tipiche da vj, sta di fatto che da ora in avanti le catture fioccano ad ogni latitudine!

I Mediterranean Jig, che abbiamo messo a punto con Olympus, in realtà non subiscono alcuna flessione di rendimento, proprio per la loro natura, in alcun periodo dell’anno..tant’è che in ogni stagione si registrano catture di ogni genere e dimensione e ad ogni quota batimetrica! Dal pagello, al pagro, dal dentice, alla tanuta, per passare a scorfani, san pietro e musdee, fino ad arrivare ai grandi serranidi e ai grandi pelagici, le fedeli riproduzioni delle prede congeniali ai nostri amati predatori, non falliscono praticamente mai!!
Trovo entusiasmante e gratificante, mettere in pesca degli artificiali di concezione mediterranea, sapendo con ampio margine di “certezza” che se non pescano è soltanto perché il pesce non c’è o non è interessato (tenendo anche in buon conto che lo sarebbe ancora meno con esche dal minore potere attrattivo..).
Dall’estate prossima farò base sull’isola di Pantelleria, dove ho creato un CENTRO PESCA, e tutte le novità in fatto di esche, attrezzature e tecniche, saranno certamente messe a dura prova dalla particolare abbondanza di prede di taglie “MAXI” presenti intorno all’isola e sulle tante secche e relitti disseminati intorno ad essa..
Spero ovviamente di avere l’opportunità di portare a pesca moltissimi pescatori sportivi, amanti delle avventure più entusiasmanti e di vacanze speciali su un isola che appassiona anche in quelle giornate di maltempo in cui si può rimanere “terrestri” a godere delle sue tante meraviglie.
In particolare i Mediterranean Jig avranno vita dura nei mesi che vanno da maggio a settembre sulle grandi ricciole, tonni e pesce spada, e soprattutto grandi sparidi di ogni genere e i famosi “coccodrilli” del Canale di Sicilia..le grandi cernie canine!
Nel frattempo, aspettando i primi tepori estivi, mi concederò alcune giornate di tempo più stabile per affinare alcune esche di nuovissima concezione, che faranno appassionare tutti gli appassionati di pesca dalla barca ai grandi predatori..e cercherò di ultimare i lavori cartacei che riguardano “TUTTI I SEGRETI DEL LIVE KAB” e “ LA MINI ENCICLOPEDIA DEI WAYPOINTS SICILIANI SOMMERSI”.
Tornando ai nostri MEDITERRANEAN JIG ed al buon esito di ogni battuta di pesca, tra le raccomandazioni che mi corre l’obbligo di dare ai meno attenti all’importanza dei dettagli, ci sono alcune regole sulle attrezzature che occorre tenere sempre bene a mente:

LE DIECI SEMPLICI REGOLE PER LE ATTREZZATURE DA VERTICAL JIGGING

1)       i nodi vanno sempre eseguiti e controllati correttamente prima di mettersi in pesca
2)       multifilo e fluoro carbon devono sempre essere proporzionati alla preda che cerchiamo di insidiare
3)       occorre sempre controllare che il terminale da 8/10 mt in fluoro carbon non sia rovinato o opacizzato..in tal caso va sostituito senza esitare
4)       i Jig devono essere sempre il meno sciupati possibile per conservare lucentezza e livree necessarie per risultare più catturanti
5)       ami ed assist vanno controllati per scongiurare eventuali abrasioni sul cordino o punte poco affilate
6)       la frizione del mulinello va sempre tarata in modo adeguatamente tenace tale da garantire una ferrata sufficientemente penetrante
7)       è bene controllare gli anelli della canna al fine di verificare se qualcuno di essi possa essere lesionato e dunque tagliente per il trecciato
8)       la grammatura di jig utilizzato dovrà essere consona ai dati riportati dal produttore sulla canna che li muove, in modo da essere “animati” in modo appropriato
9)       verificare lo stato di solid e split ring che non devono essere utilizzati se arrugginiti , consumati o deformati
10)   assicurarsi che a bordo vi sia almeno una cintura da combattimento per i combattimenti con le prede più grandi e impegnative




di Nicola Riolo

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